grazie all' Associazione "All’Ombra del Forte"

Il Forte

ll Forte di San Briccio, si trova  nella zona limitrofa di Verona, nel territorio comunale di Lavagno in località S.Briccio. Inizio lavori nel 1883, fu completato nel 1886. 

Il forte ha tracciato trapezoidale, con fronte principale e fronte di gola rettilinei e paralleli.  Le postazioni d’artiglieria sono accoppiate e ordinate a cielo aperto, in barbetta e separate da solide traverse in muratura; le postazioni armano, con pari potenza, tutti i fronti dell’opera.
Dalla piazza d’armi partono delle scale – rampe d’accesso alle già citate postazioni in barbetta.
L’esame del profilo evidenzia il proporzionamento delle diverse parti, i relativi “ comandi “, lo spessore delle masse in terra; la scarpa, a pendenza naturale, è rivestita al piede dal muro aderente che, con quello della controscarpa, delimita un profondo fossato asciutto. 

Al fiancheggiamento provvedono due caponiere agli angoli di spalla; sul fronte di gola un tamburo difensivo, a due piani, in posizione eccentrica  e prossima all’ingresso.  La distribuzione dei locali alla prova segue tutta la magistrale dell’opera; i locali di maggiore dimensione, nel senso della lunghezza, sono quelli ubicati sotto il ramparo del fronte di gola.

Una speciale cura è stata posta per avere i risultati migliori in fatto di salubrità nei locali interni; infatti l’impermeabilizzazione, la ventilazione e l’illuminazione, erano dei requisiti indispensabili per la salute della guarnigione, la conservazione delle derrate alimentari e delle polveri da sparo.
L’opera  è un ragguardevole esempio di costruzione in muratura di pietra e laterizio, con masse coprenti in terra.  In esso fa spicco l’esecuzione delle murature verticali, a paramento esterno di pietra da taglio.  Per le murature di testa, quelle controterra e i piedritti delle volte accollate lo spessore varia tra  i 0,9 e 1,5 metri.  Le volte a botte, a tutto sesto, perfettamente tracciate, sono in laterizio a vista.

L’estradosso è completato da un coperchio a cappa, a due spioventi, in malta e ghiaia che funge da sottoapparecchio per l’impermeabilizzazione; su questo la massa coprente di terreno sciolto, spessa da 2,5 a 10 metri.

 
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Notizie, eventi, appuntamenti al forte

Eventi

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contattaci per le visite

Visite

 
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Le visite al Forte con guida sono sono disponibili nella prima domenica di ogni mese, dalle 09 alle 12,30.

Biglietto di ingresso: €. 2,50 a persona, escluso i bambini fino ai 12 anni.
Per i gruppi di minimo 15-massimo 25 componenti, si applica il costo a persona di €. 2,00.

Per prenotare compilare il seguente modulo.

Nome e Cognome *
Nome e Cognome

Forte di San Briccio, 
Via della Liberazione, 
37030, San Briccio di Lavagno, Verona.

Per qualsiasi altra informazione:

Roberta: 335 46 56 2462
sadadasf@gmail.com

 
 
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le realtà coinvolte e i progetti attivi

Partner e Associazioni

Il Comune di Lavagno ha acquistato la struttura nel 2010. La gestione e la valorizzazione del edificio è affidata all'associazione di volontariato "All'ombra del Forte".

Associazione all'Ombra del Forte:
wwww.xyx.com
3456789053

Associazione all'Ombra del Forte:
wwww.xyx.com
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Associazione all'Ombra del Forte:
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di Giuliana Borghesani

Storia

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Costruzione

Alla proclamazione del Regno di Italia nel 1861 l’Austria domina ancora il Veneto. Per sconfiggere l’Impero fu stretta un’alleanza con la Prussia che sfociò in quella che per l’Italia fu, nel 1866, la III Guerra di Indipendenza: il premio di una vittoria il Veneto. Ciò avvenne dopo la sconfitta italiana nella battaglia navale di Lissa, ma dopo la vittoria prussiana di Sadowa. Con un plebiscito e il formale passaggio dall’Austria alla Francia e da questa all’Italia, il Veneto fu annesso all’Italia nel 1866. Benchè l’Austria fosse uscita dai confini veneti, ancora si temeva la sua ingerenza, per cui il Genio Militare del Regno d’Italia, riprendendo il concetto austriaco di campo trincerato, attuato fino al ’66 in pianura, munì la regione pedemontana di Verona. A questo sistema si riferisce il forte sul colle di San Briccio, con la sua batteria in località Monticelli a Vago.

Con Regio Decreto del 17 agosto 1882 n. 1007 dichiarava la pubblica utilità per la costruzione di queste opere militari, così che il 9 ottobre 1882 fu espropriato il terreno e il 9 dicembre il Genio Militare occupò forzatamente i terreni per la costruzione del forte.

Architettura

Il forte di S.Briccio, è costruito in muratura e laterizio, ricoperto da masse di terra per attutire l’impatto di eventuali cannonate, secondo una tecnica costruttiva studiata da Andreas Trunkler. L’esterno è in pietra da taglio. Copre un’area di circa 5.115 mq., circondato da un bastione trapezoidale di circa 22.000 mq., e da un fossato di guardia, è situato in posizione dominante e servito da strade di accesso di tipo militare.

Deposito e chiusura

Dal finire dell’800 il forte decade, superato nelle caratteristiche offensivo – difensive, come gli altri di S.Viola di Azzago, di Monte Castelletto a Cancello, di Monte Tesoro a S. Michele Extra, di forte Masua a Breonio e di S.Marco a Rivoli Veronese. Nessuna di queste fortificazioni si trovò sulla linea di fuoco della I Guerra mondiale. Dopo il 1918 viene trasformato in deposito di munizioni  e mantenuto attivo come opera militare fino al 1979.

 

1981-2010

Con una petizione del 1981 i cittadini di San Briccio chiesero al Comune di Lavagno di confermare alla Amministrazione militare la volontà di acquisire il forte. Si offrivano di farsi carico della gestione del forte stesso, perché fosse fruibile come monumento e memoria storica del paese. Il 23 dicembre 2010 il paese ha richiesto al Demanio e al Ministero dei Beni e delle Attività culturali che il forte di San Briccio venisse ceduto al Comune, impegnandosi a favorire il recupero strutturale e funzionale dell’intero complesso per restituirlo alla comunità.

Oggi

Oggi il Comune di Lavagno e l’Associazione “All’ombra del Forte”, nata a questo scopo, cercano di rianimare questo monumento importante, italiano, italianissimo, anche se spesso confuso con le Torricelle austriache che circondano a corona la città di Verona; il recupero di un luogo che appartiene alla memoria, che diventa luogo di incontro, che si presenta come ricchezza di un territorio consapevole. Un museo, una sala di riunioni, spazi culturali, sempre assenti, ma sempre necessari, anzi, indispensabili, tutto questo e molto altro è il futuro di questo luogo e di questo monumento che le generazioni passate ci affidano, obbligandoci a restituirlo integro agli uomini di domani.

 
 
 
 
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